Speciale Soft Cell

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La biografia
     
I Soft Cell sono, da sempre, un gruppo al di fuori delle convenzioni, in grado di riscrivere le regole che portano al successo. Il loro sound nasce da una commistione tra elettronica e soul nordico. I Soft Cell hanno venduto più di dieci milioni di dischi in tutto il mondo e hanno dato vita ad uno stile che ha influenzato molte band di successo, come i Blur e i Pulp, i Pet Shop Boys e i Divine Comedy, fino ai gruppi contemporanei di pop elettronico come i Ladytron e i Fisherspooner: “Senza i Soft Cell”, dice Neal Tennant, “Non sarebbero esistiti i Pet Shop Boys. I Soft Cell ci hanno fatto capire che potevamo mettere in piedi un gruppo.”
Marc Almond e Dave Ball - studenti alla scuola d’arte – fondano i Soft Cell nel 1981 per realizzare musiche per produzioni teatrali, al Politecnico di Leeds. Marc Almond è nato a Southport, presso Liverpool, mentre Dave è nato a Salford e cresciuto a Blackpool. In entrambe le città va per la maggiore il cosiddetto soul nordico, ma i Soft Cell lo rinnovano a tal punto che il Times, per descrivere il loro stile, scrive cosi’: “I Suicide hanno incontrato Judy Garland”.
Al principio la band registra un EP auto-finanziato intitolato “Mutant Moments”, venduto porta a porta ai negozi dagli stessi Dave e Marc. Il disco attira l’attenzione del capo dell’etichetta Some Bizzare, Stevo, che chiama Daniel Miller per produrre il primo singolo “Memorabilia”: e’ il successo negli ambienti underground. “Memorabilia” viene considerato il primo disco di techno, pietra miliare di un nuovo movimento musicale. “E’ stato un vero crossover” dice Dave. “Veniva suonato nei club di musica nera e in quelli di musica bianca, distinzione che, per fortuna, adesso non esiste più: era elettronica e funky allo stesso tempo.”
 
Questo EP diventa il biglietto da visita del gruppo, ma e’ il singolo successivo a catapultarli verso la gloria: una cover di uno dei loro brani preferiti, “Tainted Love”, scritta da Ed Cobb dei Four Preps. Il testo e’ perfetto per l’interpretazione teatrale di Almond e l’arrangiamento, ricco di spunti interessanti in linea con le nuove sonorita’, re-inventa totalmente la canzone. “Tained Love” diventa il singolo più venduto quell’anno in Inghilterra e un grande successo internazionale. Negli USA rimane per più di un anno nelle
classifiche di Billboard e resta nella storia della musica pop del ventesimo secolo come esempio di perfezione assoluta.
I Soft Cell si costruiscono un’immagine un po’ inquietante, dark e sessualmente ambigua, che in parte disorienta il pubblico più giovane, ma ottiene il plauso di un’audience più matura e consapevole, pronta ad apprezzare la loro originalità. Insiste Dave “Noi del nord abbiamo attitudine al sarcasmo e ad una visione un po’ amara e contorta delle cose. Marc ed io abbiamo cercato di mettere un po’ di queste atmosfere nelle nostre canzoni, rendendole però cantabili.” “Eravamo l’alternativa un po’ decadente alle band ricche di glamour di Londra” dice Marc. “Gli Spandau e i Duran Duran erano prodotti in maniera raffinata e ricca, contornati di champagne e modelle bionde. I loro video si svolgevano ai bordi di lussuose piscine. Noi eravamo più fumosi e sfuggenti. Volevamo essere una sorta di antidoto a tutto quell’apparire. In fondo venivamo dal punk e dal post-punk, e questo retroterra si trova tuttora in noi.”
Il gruppo ottiene poi una serie di successi da Top 5, come ‘Bedsitter’, ‘Say Hello Wave Goodbye’, ‘Torch’ e ‘What!’. Ogni canzone e’ una diversa sfaccettatura delle intuizioni iniziali e il loro album di debutto, Non-Stop Erotic Cabaret, rimane un best-seller per molti anni. “Riascoltando i vecchi brani mi rendo conto che probabilmente allora ero molto naif, ma era forse questo uno degli elementi che rendeva affascinanti quelle canzoni”, dice Marc. “Nei Soft Cell c’era una buona dose di rabbia e di cinismo. Sono contento di riuscire ad esorcizzare questa parte di me, perché è solo una delle mie facce. In fondo io penso che un cinico sia solo un romantico disilluso.” Ancora una volta il gruppo anticipa tendenze future con la pubblicazione di un album di remix intitolato “Non-Stop Ecstatic Dancing”. Questo genere di operazione fino ad allora era in uso solo negli ambienti della musica reggae, dove
gli album cosiddetti dub, erano piuttosto consueti. “Ecstatic Dancing” consolida la loro reputazione nei club underground, anche in America e nell’area di New York, in particolare. Nel 1983 segue “The Art of Falling Apart” l’album che, pur riscuotendo grande successo, sarebbe stato l’inizio della fine, seguito come fu da tensioni difficilmente risolvibili all’interno del gruppo. I due non ressero la pressione creata da quella che in realta’ era stata la loro prerogativa: l’estraneita’ assoluta al carrozzone pop che li circondava e la mancanza di sintonia con gli altri artisti.
“Era tutto un po’ fuori controllo, eravamo molto naif”, ricorda Dave. “Ma probabilmente proprio questo rendeva il tutto eccitante, con un certo senso di pericolo e l’idea che il controllo della situazione fosse precario. Ma stavamo tirando un po’ troppo la corda. Ci
stavamo dando anche dentro con certe sostanze. Credo che se non ci fossimo separati, uno di noi ci avrebbe probabilmente lasciato le penne”. Secondo Marc “Eravamo a terra. Avremmo dovuto probabilmente prenderci una vacanza, da tutto. Dalle droghe, dall’alcol. Io avevo un enorme esaurimento nervoso. Ma nessuno ci dava consigli.”
Il gruppo pubblica l’ultimo disco nel 1984 “This Last Night in Sodom”‚ uno dei dischi più belli della band, spesso considerato il gemello elettronico di “Tonight’s The Night” di Neil Young. In entrambi i casi, gli artisti riescono a trasportare l’ascoltatore in un tale vortice di nichilismo paranoico raro da riscontrare altrove. “This Last Night in Sodom” è un disco a suo modo eccezionale ed è uno degli album preferiti da artisti come Trent Reznor e Marilyn Manson.
Dopo l’autodistruzione dei Soft Cell, Marc e Dave rimangono in contatto ma iniziano una carriera come solisti protratta, con successo, per diciassette anni. Dave continua il suo percorso verso la cultura rave, che lui stesso aveva contribuito a creare, con il duo techno The Grid. Marc ottiene grande successo con le due band di cui è leader, Marc and the Mambas e Marc Almond and the Willing Sinners, prima di proseguire come solista. Nel 1989 raggiunge il primo posto delle classifiche assieme a Gene Pitney con ‘Something’s Got A Hold Of My Heart’, per poi continuare sulla scia del successo con l’album ‘Tenement Symphony’, che vede il ritorno di Dave come co-autore.
Nel corso degli anni ’90 la reunion dei Soft Cell si fa sempre più probabile. “Era tutto crollato rumorosamente” dice Marc. “ma in realtà tra David e me non c’erano stati dei veri problemi personali. Siamo sempre rimasti buoni amici. Sapevamo che prima o poi avremmo lavorato ancora assieme”. I due ricominciano a scrivere insieme alla fine degli anni ’90 e le canzoni vengono testate durante alcuni concerti, con grande successo di pubblico. Fortunatamente, i testi dei Soft Cell non sono mai stati adolescenziali, così ora possono rivolgersi al pubblico con realismo e onestà, come pochi altri sanno fare.
Tra i brani dell’album: ‘Whatever It Takes’ esplora un periodo di crisi da mezza età con esilaranti dettagli; ‘Desperate’ lancia un’occhiata alle stelline del pop di oggi; ‘Monoculture’, è una canzone quasi politica; ‘The Night’ segna invece un ritorno alle radici
“northern soul”. L’album utilizza un’ampia gamma di suoni con fiati, timpani e coriste che si aggiungono al caratteristico sound “claustrofobico” dei Soft Cell. Questo disco segna un altro viaggio in quell’universo originale che affascina il pubblico da più di vent’anni. Anche il titolo del disco, Cruelty Without Beauty, (crudeltà senza bellezza) è ricco di ironia. E’ un album di paradossi, di musica luminosa ed oscura e di testi che danno una visione della vita appassionata, cinica, ma, alla fine, ottimista.
“Ho sempre saputo che la nostra storia era incompleta, e sono felice di poter continuare a scrivere un nuovo capitolo”, dice Marc. “La gente è sempre stata molto positiva nei nostri confronti. Dave ed io amiamo lavorare assieme, ci divertiamo e vogliamo vedere quello che succede.” “Non appena ci mettiamo a lavorare assieme, ritorniamo ad essere i Soft Cell”, commenta Dave. “Non so quale sia, ma un elemento magico tra noi esiste”.

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