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09.04.02
Articolo tratto da PANORAMA, www.panorama.it
POP
INTELLIGENTE - IL RITORNO DEI PET SHOP BOYS
E dopo i paninari colpiamo Tony Blair
Vent'anni fa sbeffeggiavano i giovani griffati. Oggi se la
prendono con i
politici, Eminem, le star. Difendendo solo Gesù.
"We were never being boring", diceva una loro hit di
dieci anni fa, citando Zelda Fitzgerald: "non siamo mai
stati noiosi". Perchè i Pet Shop Boys, duo britannico a
prova del tempo, dovrebbere smettere ora? Date un'occhiata ai
loro interessi, che finiscono nelle loro canzoni: Che Guevara e
Debussy (mischiati), la vacuità dello star system, lo scrittore
Anthony Trollope, il comportamento omofobo del rapper Eminem, gli
scritti di T.S. Eliot, le scelte di Tony Blair. E ora alle loro
"collaborazioni eccellenti": il lavoro per i registi
Deerek Jarman e Wolfgang Tilmans, il feeling con l'architetto da
copertina Zaha Hadid il fotografo Bruce Weber e l'attore Ian
McKellen. Se si trattasse di roba concettuale d'avanguardia,
sembrerebbe uno stucchevole club intellettuale. Ma si dà il caso
che i Pet Shop Boys abbiano condotto con questo stile 18 anni di
musica pop da classifica (canzonette, roba ballabile, elettronica)
e in particolare la colonna sonora dei disimpegnati anni Ottanta.
In questi giorni esce Release, il nuovo cd del duo inglese che
raggiunse il numero uno alla sua prima uscita, nel 1985, con il
singolo West End Girls. Neil Tennant, critico musicale, e Chris
Lowe, studente di architettura, si erano incontrati qualche anno
prima. Insieme hanno le hit per dieci anni buoni, mescolando
un'abilità inimitata con i nuovi suoni elettronici a una vena
melodica che sfornava successi su successi. A Milano trovarono
allora una scena artistica e modaiola così emblematica da
dedicarle una canzone, Paninaro, il cui verso tormentone era
"Armani, Armani, Armani"... Sulle passerelle si
suonavano solo loro. Diciotto anni e otto cd originali, più una
serie di raccolte e versioni alternative: molti gruppi figli
degli stessi tempi si sono sciolti (Smiths, Duran Duran, Style
Council), altri come gli Everything but the girl si sono evoluti
e riciclati elegantemente. I Pet Shop Boys hanno proseguito per
la loro strada, inventandosi le collaborazioni sopra citate e
tenendosi sempre nelle zone alte della classifica. Adesso, per
l'uscita di Release, il Guardian li ha definiti "l'ultimo
baluardo del pop intelligente". Hanno abbandonato i ritmi
ballabili per un disco di canzoni, hanno richiamato il sostegno
di una vera chitarra, quella di Johnny Marr degli Smiths, senza
timore di essere fuori tempo. La canzone più orecchiabile, I Get
Along, che lo stesso Tennant ammette "somiglia un po' agli
Oasis, è vero", parla di amori finiti: "L'idea ci è
venuta da questa storia di Blair che ha dovuto far fuori ilò suo
migliore amico in politica, il ministro Mandelson, che pareva
essere divenuto inaffidabile e avergli mentito. In Birthday boy
"pensavo a Gesù, che compie gli anni il giorno di Natale".
Tennant spega poi la storia di The night I fell in love con un
credito di fiducia nei confronti di Eminem: "Lui dice che
non ce l'ha con gli omosessuali e che interpreta un personaggio
su cui vuole ironizzare: bene, voglio credergli, e fare lo stesso".
La canzone racconta di un fan di Eminem che dopo un concerto
finisce a letto con il suo
idolo. "Quello che odio sono le band che dicono: Abbiamo
voluto lasciare finchè eravamo sulla breccia" polemizza
Lowe "Fesserie. O ti piace quello che fai, o non ti piace.
Neanche fosse una stupida carriera qualsiasi". L'ultimo
baluardo el pop intelligente, assediato, resiste.
di Luca Sofri.
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