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22.03.02 / Recensione di Enrico Sisti per il settimanale MUSICA, inserto del quotidiano LA REPUBBLICA (www.repubblica.it), pubblicato sul numero 320 del 21 marzo 2002.
PET SHOP
BOYS - RELEASE
Una piacevolezza irresistibile. E quanto spessore nella loro
musica leggera, quanta raffinatezza nel loro "riandare ai
bei tempi che furono", applicando a melodie "swinging"
soltanto l'indispensabile maquillage d'aggiornamento, nulla di più.
Che la band di plastica dei ritornelli disco non esistesse più
era chiaro. Ma non così chiaro. Ora Tennant & Lowe sono gli
unici a tentare di costruire gli anelli di congiunzione fra
Prefab Sprout di "The Venus Of The Soup Kitchen" e i
Bee Gees di Main Course (The Night I Feel Love é una specie di
amaca), o fra Stephen Soundheim e Beatiful South (London é una
vera passeggiata, con la primavera nel cuore). Il loro musical,
Closer To Heaven, scritto insieme al commediografo Jonathan
Harvey, ha convinto tutti. Le ricercate armonie vocali, le ardite
modulazioni, le impertinenti argomentazioni (non più banalità
da gay life), ne fanno forse i più eleganti interpreti di una
certa maniera di essere inglesi, di sorridere senza perdere il
controllo delle mandibole, di mostrarsi "avengers"senza
aver bisogno di operare miracoli salvamondo. Fino ad un certo
punto sono stati soltanto dei giornalisti che per noia avevano
deciso di scavalcare il muro provando l'ebbrezza del farsi
giudicare anzooché giudicare. Poi é successo qualcosa. E'
arrivato il film sullo scandalo Profumo (Scandal) e con questo
una canzone praticamente perfetta cantata da Dusty Springfield (Nothing
Has Been Proved). Da quel momento produrre piccoli capolavori di
morbidità come "It Always Comes As A Surprise" o
"Footsteps", é sembrato uno scherzo. E adesso i Pet
Shop Boys, progenie matura della civiltà musicale post-Rent,
capaci di mescolare tradizioni povere e illuminazioni d'autore, té
delle cinque e nottambulismo, sono fra i migliori praticanti di
english style. Semplici e beatlesiani come il seducente singolo
"Home And Dry" o "I Get Along" (immaginate
degli Oasis rallentati). Lineari come la finto-giovanilistica E-Mail.
Intensi come l'apocalisse sentimentale di Love Is A Catastrophe.
Come nessuno si sarebe mai aspettato.
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