Pet Shop Boys - Intervista rilasciata a MTV Europe

(novembre 1999)

SECONDA PARTE

Alla fine degli anni ’80 i PSB hanno lavorato con un’altra leggenda della canzone: Liza Minnelli. Sono seguite altre collaborazioni quando i PSB lavoravano part-time con gli Electronic.

NEIL: In alcune interviste i New Order avevano dichiarato di essere fan dei Pet Shop Boys e noi avevamo saputo che Bernard voleva fare un album da solista. Così gli ho fatto sapere che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui. Lui mi ha chiamato ed era entusiasta della cosa. Ho convinto Chris a venire con me perché non volevo andarci da solo. Così abbiamo scoperto che stava lavorando con Johnny Marr che aveva lasciato gli Smiths alcuni anni prima e così abbiamo scritto "The Patience Of A Saint" tutti insieme. Poi ci hanno dato una cassetta di alcune cose che avevano scritto e tra queste c’era quella che sarebbe poi diventata "Getting away with it".

Dopo una serie di collaborazioni Neil e Chris hanno cominciato a pensare al loro nuovo album e la prima canzone che ne è uscita è stata "So Hard".

NEIL: Con BEHAVIOUR siamo diventati una band diversa. Abbiamo cominciato ad essere più musicali, non so se sia stato un bene o un male. Quando abbiamo scelto le canzoni per l’album, visto che ne avevamo registrate più di quante ce ne servissero, abbiamo scelto quelle che stavano bene insieme ed erano le canzoni più tranquille e riflessive. Avremmo potuto fare un album diverso ma abbiamo scelto di fare un album riflessivo. E’ stato il nostro primo album di una certa coerenza. Alla fine degli anni ’80 tra le popstar andava di moda parlare di ecologia e di salvare il pianeta. Ma secondo me cose come queste vengono banalizzate dall’intervento dei personaggi famosi e dovrebbero essere risolte dai politici. Mi danno davvero fastidio tutte quelle popstar che pensano di poter dare insegnamenti su queste questioni perché di certo non ne sanno di più di chiunque altro. Per saperne di più basta leggere libri e giornali.

Il singolo How can you expect to be taken seriously? È uscito con Where the streets have no name degli U2 sul lato B. Gli U2 non erano molto contenti e hanno commentato "What have we done to deserve this?" ovvero: Cosa abbiamo fatto per meritarci questo? Ma i PSB, impassibili, hanno continuato a fare di testa loro.

CHRIS: VERY è uscito in un momento in cui tutti erano molto trasandati. Il look non era curato, andava di moda il grunge e tutti indossavano vestiti larghi. La nostra era una reazione a tutto questo.

Nel 1994 i PSB hanno scritto un pezzo per il fondo di beneficenza "Comic Relief" (Absolutely Fabulous") e il loro primo mix per un altro gruppo (Girls and Boys dei Blur). Per rimanere in tema di remix hanno inciso DISCO 2, una raccolta di pezzi dance e una nuova versione della vecchia canzone Paninaro, il loro tributo a un culto italiano. Poi è stata la volta della compilation ALTERNATIVE e di un pezzo prodotto per David Bowie (Hallo Spaceboy"). Una volta tornati nello studio è cominciata la registrazione delle canzoni di BILINGUAL, un album uscito in un momento fortunato per il pop britannico.

NEIL: Nel 1994 eravamo in tournée in Sud America. Dopo i concerti andavamo spesso in discoteca. Ascoltavamo musica latina che ci è piaciuta un sacco; in particolare i tamburi di samba e le percussioni in generale. Noi volevamo fare una versione diversa di musica dance che non avesse a che fare con la musica house e techno. Ci sembrava un’idea interessante. All’epoca era un po’ troppo all’avanguardia visto che tre anni dopo quel tipo di musica andava fortissimo. Il sound latino è davvero fantastico.

Poi sono arrivati i concerti che hanno dilettato la band ma soprattutto i fans. Nel 1998 Neil è il produttore esecutivo di un album di canzoni scritte da Noel Coward e cantate da vari artisti per la lotta contro l’AIDS. Poi è seguita un’altra collaborazione per una canzone dell’album di Robbie Williams (No Regrets). Nell’estate 1999 i PSB sono ritornati con un nuovo look, l’annuncio di una nuova tournée e un nuovo album: NIGHTLIFE.

NEIL: Si chiama Nightlife perché tutte le canzoni si svolgono di notte. Tutte le canzoni hanno qualcosa a che fare con la notte. Questo è il nostro album più bello.Nel video il New York City Boy cammina per le strade di New York. Il video celebra la bellezza di New York e attraversa le diverse ere di New York. Il coro dice: "New York City boy where seventh avenue meets Brodway" ovvero Times Square. Il regista e la trupe sono andati a New York e hanno fatto delle riprese da inserire nel video.

Per New York City Boy i PSB sono tornati a lavorare col dj David Morales (coautore).

NEIL: E’ stata una sua idea. Ci ha detto: perché non scrivete un inno da discoteca sullo stile dei Village People? Solo voi potete farlo e passarla liscia. Eravamo a New York e così l’abbiamo chiamata New York City Boy. Questa è la canzone più pop-dance dell’album, un po’ come Go West in Very.

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