Pet Shop Boys - Intervista rilasciata a MTV Europe

(novembre 1999)

PRIMA PARTE

NEIL: Volevo fare la popstar. L’ho detto a tutti quando avevo 16 anni.

CHRIS: Io non ci avevo mai pensato. E’ successo e basta. Ma è bello sapere che se desideri qualcosa puoi farcela. Neil ne è la prova.

E’ stato un successo dopo l’altro per i Pet Shop Boys, il duetto inglese il cui mix di pop elettronico ha ispirato molti negli ultimi 15 anni. La loro storia inizia con un incontro casuale a Londra nei primi anni ’80.

NEIL: Ci siamo incontrati in un negozio di elettronica a Chelsea. Un incontro fatidico. Io avevo un sintetizzatore Korg ma non potevo suonarlo perché non avevo niente a cui collegarlo. Allora mi sono fatto fare un cavo a doppio jack per collegarlo al mio stereo e suonare in stereo. Chris era lì e ci siamo messi a parlare di sintetizzatori. Lui abitava lì vicino. Studiava architettura e lavorava presso uno studio. Qualche giorno dopo è venuto a casa mia sulla King’s Road e il resto lo sapete. Abbiamo iniziato a scrivere musica un po’ come hobby. Lo facevamo la sera prima di uscire a bere una birra.

CHRIS: Stavo passando l’estate nel sud dell’Inghilterra e alcuni miei amici lavoravano in un negozio di animali e li chiamavano Pet Shop Boys. Abbiamo pensato a quel nome perché aveva un suono molto hip hop.

NEIL: L’abbiamo sempre considerato un nome stupido.

Nel 1985 Neil ha smesso di scrivere sulla rivista Smash Hits e i Pet Shop Boys hanno firmato un contratto con la EMI. Il successo non è stato però immediato. Solo dopo il flop del primo singolo hanno iniziato ad assaporare le classifiche con West End Girls, che ha invaso le classifiche.

NEIL: Vedere che andava bene è stato più che un sollievo. E’ stato incredibile. Quando abbiamo incominciato io ero un po’ schizofrenico. Da un lato pensavo che avremmo avuto successo, dall’altro pensavo che sarebbe stato impossibile. West End Girls ha subito preso piede. E’ andata bene in tutto il mondo. E’ stata un’esperienza incredibile.

Dopo West End Girls hanno debuttato con l’album Please e il singolo Love Comes Quickly. I PSB erano finalmente arrivati. Neil e Chris avevano sempre ammirato la scena disco americana e l’album di remix DISCO pubblicato nel 1986 ha permesso loro di lavorare con i migliori produttori americani.

NEIL: All’epoca ci piacevano molto i remix americani, come nel primo album "Shep Pet on Disco 1". Molti pensano che Shep Pettybone sia un anagramma di Pet Shop Boys ma in realtà è il nome di una persona. All’epoca era un famosissimo produttore di remix. Ha fatto dei remix per noi come anche Baker. Allora cercavamo di lavorare spesso con DJ newyorchesi.

Dopo l’album di debutto è uscito ACTUALLY che conteneva la canzone a sfondo religioso It’s A Sin.

NEIL: It’s a Sin l’abbiamo scritta quasi per scherzo e in brevissimo tempo. C’era anche un po’ di verità. La scuola ha cercato di insegnarmi ad essere casto e puro. Non ci è riuscita. Quando sei allevato come cattolico ti senti diviso fra i dettami della religione e i tuoi desideri sessuali. La canzone parla di questo. Durante l'adolescenza é un po’ un problema.

Dopo It’s a Sin I PSB hanno collaborato con una cantante che ammiravano molto: Dusty Springfield.

NEIL: E’ stato emozionante incontrarla. Era il nostro idolo da sempre. Ci avevano detto che era difficile lavorare con lei per via del suo carattere ma quando è arrivata in studio era molto timida e dolce.

Dopo qualche anno Neil e Chris hanno lavorato ancora con Dusty per la colonna sonora del film "Scandal". Hanno poi colllaborato con altre cantanti tra cui l’attuale sig.ra Gallagher (Patsy Kensit).

NEIL: Avevamo incontrato Patsy a molte feste e ci aveva chiesto di scriverle una canzone. Volevamo che avesse un suono francese per cui c’è una parte in cui dice J’ai pas peur o qualcosa così. Il lato B si chiama appunto J’ai pas peur ovvero I’m not scared in francese. E’ un po’ che non la vediamo. Passa molto tempo con Liam.

Per finire bene l’anno i PSB fanno la cover di una famosa canzone di Elvis (Always On My Mind). Intesa inizialmente per uno special televisivo venne pubblicata a grande richiesta e diventa subito un successo. La riluttanza ad andare in tournée porta i PSB a fare il "Pet Shop Boys Movie". (It Couldn’t Happen Here). All’inizio doveva essere un video album per Actually per soddisfare le richieste dei fans.

NEIL: Inizialmente non doveva essere un film.

CHRIS: Adesso lo dici!

NEIL: Ma è vero. Nel 1987 i video album erano molto in voga. Si faceva un video per ogni canzone del disco. Credo che sia un film molto interessante. E'’ un video pop molto lungo con tante canzoni.

Nell’autunno 1988 esce l’album INTROSPECTIVE, un album di musica dance che contiene il singolo "Left To My Own Devices".

NEIL: Tutti credono che io mi alzi alle 10.30. In realtà mi alzo alle 9.30 ma ci sono più rime con 10 anziché con 9. Left To My Own Devices doveva essere una sorta di autobiografia. Parla di qualcuno che fa quello che vuole senza farsi influenzare. E in questo senso vale per tutti e due. Era questa l’idea dietro la canzone.

I PSB godevano di grande successo ma sempre alle loro condizioni. Mentre altre band facevano lunghe tournéee per guadagnarsi i fans, i PSB non ne avevano mai fatta una.

Nella seconda parte i PSB affrontano la realtà virtuale e Chris ci svela tutto sui testi delle canzoni.

CHRIS: Non li scrivo io i testi; non so di cosa parlano!

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