I New Order e il mercato discografico in Italia

di Salvatore Primiceri

inviato al settimanale musica il 21.09.01

Amici di Musica, ho letto sul numero 296 il bellissimo articolo dedicato al ritorno dei New Order. Bernard Sumner, cantante del gruppo, nell’intervista ha criticato l’attuale panorama musicale fatto soprattutto di “boy band” e “ragazzine pop” e, riferendosi al nuovo album, ha affermato: “E’ uno stimolo riuscire a capire se quello che abbiamo da dire può avere senso per le generazioni più giovani, è una sfida che vale la pena lanciare”. A mio avviso la musica dei New Order, come di altri grandi gruppi e musicisti degli anni 70 e 80, ha sempre un senso e credo che i giovanissimi appassionati di musica debbano saper ricercare ed esplorare il lavoro di musicisti storici indipendentemente dai gusti personali. Quello che non ha assolutamente senso, invece, è il comportamento delle etichette e delle radio-tv musicali (in Italia) di fronte ad uscite discografiche di questo tipo. Le grandi case, infatti, pilotano i gusti della gente e soprattutto dei giovani promovendo adeguatamente solo pochi dischi e incidendo moltissimo sulla programmazione delle radio e delle televisioni musicali. Gran parte del pubblico giovane ha, infatti, come fonti di informazione sui cd e i cantanti, alcuni network radiofonici e tv come Mtv e Viva e non ha possibilità o tempo di andare a cercare altro per esempio su internet, sulle classifiche europee, sulle riviste come Musica, etc. La valutazione su quale disco comprare ricade quindi esclusivamente sulla breve sequenza di proposte martellanti che ogni giorno a rotazione ascoltiamo da varie frequenze. La figura del “deejay” è ormai ridotta a semplice speaker radiofonico senza personalità e senza la possibilità di incidere sulla programmazione. A questa si è aggiunta poi l’assurda presenza dei “vjay” che tra un video e l’altro hanno il semplice compito di dire qualche stupidaggine scritta per loro da chissà chi! Non voglio fare di tutta l’erba un fascio (esistono per fortuna delle isole felici) ma è inevitabile che in questo quadro desolante la speranza del leader dei New Order si riduce a mera utopia. Le nuove generazioni potranno amare i New Order solo se qualcuno glieli farà conoscere. E chi? In Europa e nel mondo è partito un tributo verso il gruppo da parte di tutti i fans e c’è grande attesa per la tournée mentre in Italia il disco è arrivato a malapena sugli scaffali dei negozi. Non ho mai sentito il nuovo singolo trasmesso in radio. Perché? Ma perché da noi un disco non si trasmette se è bello ma solo se la casa discografica ha investito nella sua promozione! E poi ci si lamenta che in Italia si vendono pochi cd: logico, costano tantissimo e vengono pubblicizzati solo alcuni di qualità molto discutibile. Potrei fare mille esempi di dischi che avrebbero meritato di arrivare con più facilità alle orecchie del pubblico ma che per scelte clamorose nessuno ha mai saputo che sono usciti! Ci sono vari artisti che hanno addirittura rinunciato a pubblicare i propri cd in Italia… Agli addetti ai lavori e al pubblico giovane il compito di riflettere.

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