Gianna Nannini News

PRESENTAZIONE ALBUM ARIA

A CURA DI UNIVERSAL MUSIC E SPL80.COM

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INTERVISTA A CURA DI

UNIVERSAL MUSIC

 

Come è avvenuto l’incontro con Isabella Santacroce?

Quando ho iniziato a scrivere le nuove canzoni, ho sentito la necessità di contattarla. Percepivo nei suoi libri una grande musicalità della parola, che saltava fuori dalle pagine e andava cantata. Così l’ho convinta a collaborare ed è stata una bella scoperta, un affiatamento unico. È scoppiata una grande amicizia.

Cosa rappresenta per te l’album “Aria”?

In questo nuovo disco mi sono dedicata a dare il meglio di me nel canto, a scrivere le melodie su pochi accordi, lasciando ognuno libero di esprimersi nel proprio “ruolo” e affidando al mio istinto l’ultima parola. Ho sentito la necessità di sollevare i piedi da terra, di prendere il volo con la fantasia e di lasciarmi catturare dall’amore: l’amore verso se stessi (“Volo”), verso gli altri, verso la pace (“Uomini a metà”, “Un dio che cade”); l’amore di passione-ossessione che divora distruggendo (“Amore cannibale”), l’amore per le proprie paure (“Battiti e respiri”); l’amore per la musica, quasi una medicina miracolosa per un cuore infranto (“DJ Morphine”), l’amore di chi lascia un amore (“Meravigliosamente crudele”); l’amore per il sesso (“Mio”); fino all’immortalità dell’amore inteso come entità, come energia: l’amore che ti rende invulnerabile (“Immortale”).

Come produttore hai scelto Armand Volker, che aveva già firmato il singolo “I maschi”: perché questo ritorno?

Armand è uno con cui non è facile lavorare: o dai il meglio di te o è meglio non cominciare nemmeno, perché lui ti massacra finché non hai tirato fuori anche le budella. Io ho bisogno di gente forte, altrimenti li stronco prima io. Solo così riesco a impegnarmi al massimo: sono un’agonista vera del rock e il mio allenatore è lui. Armand ama la mia voce, ma non si fa incantare dal fatto che comunque sia canto bene: no, vuole sempre di più, vuole tutto quello che ho dentro. Inoltre, mi è piaciuta la sua chiarezza nel modo di produrre, il coraggio delle scelte musicali, l’amore per la sfrontatezza dei testi, l’essere sempre oltre e non rifarsi a nessuno. Non a caso ha collaborato con Michael Jackson e con alcuni esponenti del pop-rock più importante: Volker è uno che ama davvero la musica.

Svelaci come sarà il tour di “Aria”.

Il concerto vivrà dell’energia di un trio essenziale composto da fantastici musicisti internazionali: oltre all’irrinunciabile Christian Lohr, il mio band-leader, mi accompagneranno il chitarrista newyorchese John Cabàn (Art Neville, Kenny Kirkland, Boomish e Do Diddley sono solo un veloce ripasso dei tanti artisti con cui ha collaborato), che unisce energie rock alla Hendrix con un sound più vicino alla filosofia musicale di oggi, e il batterista austriaco (ma formatosi in Inghilterra) Thomas Lang, che per suonare con me e in questo trio, ha rinunciato a prendere in considerazione una proprosta di George Michael. Fra le sue collaborazioni: Asia, John Wetton, The Blockheads, Geri Halliwell, Sophie Ellis Bextor e Vienna Art Orchestra. Lo show sarà denso di suoni elettronici in contrasto con il power della band: sicuramente un impatto forte e immediato, che mi permetterà di liberare la mia energia. Tutto l’album “Aria” sarà il grande protagonista del live, ma ci sarà spazio naturalmente anche per le mie hit più famose, rivestite con i nuovi suoni che oggi mi rappresentano.

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