Boy George News

15.08.02 articolo tratto da www.repubblica.it

Le sette vite di Boy George
"Ai tempi dei Culture Club, il pubblico
mi odiava ma comprava i miei dischi"
di ENRICO SISTI

ROMA - Per Boy George, pittoresco talento degli anni Ottanta, alla fine siamo tutti un po' "diversi". Lo conferma il titolo del suo disco più bello, che esce in questi giorni, U can never b 2 straight: non si può essere troppo "etero". Un gioco in cui l'androgino della new wave si è finto cantautore acustico riuscendo a dimostrare, sempre per scherzo, di essere più bravo, creativo e originale di tanti altri suoi colleghi, molto più strombazzati di lui. 41 anni di Bexleybeath, un microscopico villaggio de Kent, George O' Dowd ha vissuto momenti d'oro (gli anni iniziali dei Culture Club) e circostanze in cui è stato a un passo dal fare la stessa fine di Freddie Mercury (il periodo della grande paura dell'Aids, il terrore per una carriera solista senza certezze).

Lo ha salvato la sua mania di buttarla sempre in burla. Per capire sino a che punto la sua interpretazione dell'esistenza non possa prescindere dall'autoironia, basterebbe trovare un biglietto per assistere a Taboo, il musical autobiografico (con un'ambientazione e uno sviluppo molto simili allo spettacolo dei Pet Shop Boys, Closer to heaven) attualmente in scena al Venue di Londra, una nuova sala del West End (erano settant'anni che non veniva inaugurato un nuovo teatro a Londra!). Per cinque settimane, fino alla prima metà di settembre, George apparirà anche in scena nei panni di se stesso, un se stesso di nome Leigh Bowery. "Ma ricordatevi che stiamo solo giocando", dice al pubblico in sala. E un gioco, in fondo, è stata tutta la sua vita, o almeno così l'ha sempre presa lui. Anche quando sembrava poter diventare un simbolo della controcultura. Era sulle copertine di tutti i tabloid ("in pratica sempre nella spazzatura, una volta ho visto una signora indiana che incartava un ciuffo di sedani con la mia faccia: ho capito tutto", disse ai tempi di Karma Chameleon), ma non si faceva ingannare: "Sempre lì che non sai mai se la gente ti ama o ti disprezza. Credo che la maggior parte del mio pubblico, anche ai tempi dei Culture Club, mi detestasse, ma poi non riusciva a trattenersi dal comprare le nostre canzoni".

Da qualche anno, preda di un sano eclettismo, gira il mondo anche come dj. Ha pubblicato anche due dischi di remix. Ma il George di U can never b 2 straight è ben altra cosa. Niente piatti. Niente "night out" e smanie danzerecce. Solo ispirazione classica. Di ottimo livello. Ci sono vecchie sue canzoni rifatte, qualcosa del musical, quasi tutto molto intrigante. Una sorpresa, per certi versi. Specialmente quando George, al massimo della sua spinta comica, canta imitando prima Dylan, poi Bowie. Non se ne avranno a male, i mostri sacri invocati. Le canzoni del pirata gay sono talmente belle, e probabilmente inattese, che non ci sembra proprio il caso di prendersela per un disco che inizia con una svisata brechtiana (Ich bin Kunst) degna del miglior cabaret e finisce con una traccia nascosta in cui George si dichiara "fuori moda". E Julian è un piccolo capolavoro.

29.07.02

Presenta:

Il nuovo cd solista di Boy George

“U can never B 2 straight"

Ich Bin Kunst
St. Christopher
She Was Never He
Cheapness And Beauty
Fat Cat
If I Could Fly
Unfinished Business
Julian
Wrong
Letter To A School Friend
The Deal
Losing Control
Same Thing In Reverse
Il Adore
Bow Down Mister
Out Of Fashion (Hidden track)

Uscita: 29 luglio 2002

Virgin Records
Numero catalogo: CDV2962
Codice a barre: 7243 8 12757 2 6
Prezzo UK: £8.99

Boy George è conosciuto nel mondo per essere stato il cantante dei Culture Club e solo alcuni sanno che oggi è anche un Dj affermato. Molte persone non realizzano però che Boy George non è solo questo e che possiede una voce meravigliosa e ottime capacità compositive.

U can never B 2 straight è un album che dimostra mirabilmente entrambi questi talenti.

L'album è lontano dallo stile pop/reggae dei Culture Club e da quello dance come tante delle ultime realizzazioni.

Si tratta piuttosto dell'archetipo del genere dei cantautori: produzione semplice, semplici arrangiamenti, evocatività delle atmosfere.

Cinque delle canzoni contenute sono versioni nuove di canzoni contenute in Cheapness and Beauty (1995). C'è una cover dei Culture Club, un pezzo tratto da "The devil in sister George", dei brani tratti dal musical "Taboo", "Bow down mister" nella sua versione originale (TMM-JLY 1991) voluta strenuamente da George.

Le altre canzoni sono nuove, molte delle quali personali, alcune piene di rimpianti, altre celebrative della vita, il tutto in puro stile Boy George.

In una parola, Boy George unplugged.

www.silonline.too.it

The Italian Boy George Website - Il sito Italiano di Boy George

Infoline per l’Italia: silonline@libero.it

06.09.01 - IL MUSICAL DI BOY GEORGE

Articolo pubblicato da MUSICA de LA REPUBBLICA - www.repubblica.it

New Romantic che passione. Sono ormai agli sgoccioli le prove del nuovo musical dedicato al movimento inglese che caratterizzò gli inizi degli anni Ottanta portando alla ribalta artisti come Spandau ballet, Duran Duran, Visage e Classix Nouveaux: lo spettacolo, ideato e musicato da BOY GEORGE, si intitolerà TABOO (dal nome del club che in quel periodo divenne il centro della vita notturna londinese) e debutterà alla fine di ottobre alla Notre Dame Hall di Londra. Il ruolo di Boy George sarà affidato a Paul Keating, già protagonista del musical dei PET SHOP BOYS Closer To Heaven. Secondo il regista Christopher Renshaw, Taboo é una celebrazione del periodo in cui Londra era la guida spirituale per ciò che riguarda stile di vita e moda. Non sono stati ancora annunciati i nomi degli attori che interpreteranno i ruoli di Marilyn e Steve Strange.

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