Critica all'articolo di Enrico Sisti sul settimanale "Musica" riguardante l'album "Tubular Bells III" Di Mike Oldfield.
08.10.98
Gentili redattori di "Musica!",
Vi scrivo lennesima lettera per esprimere tutto il mio sconcerto di fronte al modo di fare critica da parte del Vostro redattore Sig. Enrico Sisti.
Il Vostro giornale mette giustamente in risalto tutte le novità del panorama musicale mondiale con particolare riguardo ai giovani artisti italiani emergenti. Da grande appassionato di musica mi piace essere continuamente aggiornato sul mondo musicale per poi eventualmente ascoltare o acquistare dei nuovi CD. La Vostra rivista è diventata, ormai da quando è nata, una delle mie principali fonti di informazione in campo musicale. E ovvio, però, che, come tutti gli appassionati di musica, ho un genere preferito ed una serie di artisti ai quali sono molto legato. Mi piace il pop, quello elettronico vecchia maniera, stile anni 80. I pochi (ma per me sufficienti) spazi dedicati a questo filone musicale sulla Vostra rivista sono curati proprio dal redattore sopra citato. Fin qui niente di male, se non fosse per il fatto che il Sig. Sisti non fa altro che distruggere la musica pop parlandone continuamente male attraverso i suoi servizi e le sue recensioni. Lultima in ordine di tempo è stata la recensione dellalbum "Tubular Bells III" di Mike Oldfield (n°164 8 ottobre 1998). In questo caso il Sig. Sisti cade in un errore gravissimo, quello di voler paragonare a tutti costi lalbum in questione con un album precedente del medesimo artista (il più famoso "Tubular Bells"). Forse ingannato dai titoli uguali dei due dischi, il Vostro critico musicale si è scervellato in tutti i modi per cercare una continuità fra "Tubular Bells" e "Tubular Bells III" e alla fine, senza trovare dei risultati a Lui soddisfacenti, non ha trovato nulla di meglio da fare che piazzare quellassurdo punto esclamativo spezzato al fianco della sua recensione. La cosa incredibile è che il Sig. Sisti ripete la stessa critica ogni volta che esce un album di Mike Oldfield. Anche quando il disco non si chiamava "Tubular Bells" egli insisteva in assurdi raffronti con questultimo.
Ammesso e dimostrato più volte che "Tubular Bells" è un capolavoro, perché fare una colpa a Mike Oldfield se gli album successivi non sono stati grandiosi come il primo? Credo che Oldfield non abbia assolutamente mai tentato di aggiornare (come crede invece il Sig. Sisti) il suo capolavoro proprio perché unico e irripetibile. Egli ha semplicemente continuato sulla sua strada, a comporre la musica che più gli piaceva, musica che, in ogni caso, rimane e rimarrà sempre magnifica. Perché, allora, non lasciare da parte certe regole critiche ed entrare finalmente nel merito degli album che si recensiscono, analizzandone i contenuti senza dire se è più bello o meno di un disco precedente? E difficile pensare che Oldfield abbia voluto esprimere con questo album le stesse sensazioni di un disco di 25 anni fa. Ecco, quindi, che la critica del Sig. Sisti rimane vuota, quasi superflua, non si sa se per il rammarico di dover constatare che capolavori come "Tubular Bells" al giorno doggi non ne esistono o per un semplice ma grave vizio di dover contestare per forza tutto ciò che è musica pop.
Salvatore Primiceri