Cosa resterà degli anni '80?

Articolo pubblicato sul settimanale "Musica!" inserto de "La Repubblica"

22.10.98

Ho letto con molta attenzione gli articoli riguardanti il ritorno della musica "Anni 80", pubblicati sul N°166 del 22 ottobre 1998 di "Musica!". Andrea Silenzi ed Ernesto Assante ripercorrono ed analizzano in maniera corretta quelli che sono stati i fenomeni musicali più significativi del decennio scorso. Da appassionato di musica anni 80, soprattutto del filone elettronico, concordo pienamente con quanto scritto dai Vostri redattori ricordando, però, che già in mie precedenti lettere avevo cercato di segnalarVi il fenomeno in questione. Possiamo finalmente dire che anche gli anni 80, così come i 60 e i 70, verranno ricordati nella storia della musica come anni ricchi di novità e di personaggi fortemente creativi. E’ veramente un peccato che fino ad oggi la critica non abbia saputo cogliere gli elementi positivi di un decennio musicalmente strepitoso. E’ giunto il momento di rivalutare quegli anni; anni dove molti potevano esprimere il proprio talento, la propria musica, la propria originalità e creatività; anni ricchi di innovazioni. I musicisti di allora hanno instaurato col pubblico, grazie al loro essere e alla loro musica, un legame affettivo inscindibile che sta contagiando anche i giovani di oggi. Guardiamoci intorno: siamo circondati da artisti che hanno posto le loro radici nel passato. Le classifiche sono piene di rappresentanti musicali dei decenni passati: Mina, Celentano, Baglioni, Depeche Mode, Culture Club, Bee Gees… I più svariati, insomma, italiani e stranieri ed alcuni di essi non hanno mai sospeso la loro attività. Tutto questo deve significare qualcosa; significa che i musicisti dei decenni passati si sono imposti all’attenzione del pubblico per aver rappresentato delle autentiche novità, per essere stati dei veri personaggi. Guardiamo ora al nostro decennio, gli anni 90. Che cosa c’è di veramente innovativo? Io vedo dei giovani la cui immagine è costruita dalle case discografiche; vedo dei gruppi che appaiono e scompaiono; vedo dei gruppi messi insieme solo per ballare o perché vanno di moda i quintetti, non vedo i giovani autori; non vedo la capacità di rischiare da parte dei discografici; non vedo una programmazione libera nelle radio; e che dire dei prezzi alle stelle dei CD?; e di tutti quei giovani musicisti che cercano una strada per farsi notare ma che non la trovano perché le case discografiche hanno già pianificato quale gruppetto sarà l’erede dei Beatles e quale sostituirà i Take That nei cuori delle ragazzine? Si grida al fenomeno quando un artista vende 1 o 2 milioni di copie nel mondo quando ci sono artisti anni 80 che hanno venduto 8 milioni di copie con un solo album nella sola Europa! Ho paura che se il vento non cambia non ci sarà nel nuovo millennio il ritorno degli anni 90. Un noto cantautore italiano alla fine degli anni ’80 cantava "Cosa resterà di questi anni 80? Bé è rimasto tutto; la domanda da porsi, semmai, è "Cosa resterà di questi anni 90?"

Salvatore Primiceri